Gorropu: il Canyon più spettacolare della Sardegna
Gorropu: un'emozione unica in Sardegna
Se siete alla ricerca di un'esperienza indimenticabile nel cuore della Sardegna, non potete perdervi la visita alla Gola di Gorropu, il canyon più profondo e spettacolare della Sardegna. In questo post vi racconterò tutto quello che c'è da sapere per organizzare al meglio il vostro trekking nella gola, tra paesaggi mozzafiato, natura incontaminata e storia millenaria.
La Gola di Gorropu si trova nel Supramonte tra i territori di Urzulei e Orgosolo, fa parte del parco nazionale del Gennargentu e del Golfo di Orosei. Un parco che si estende tra le province di Nuoro e Ogliastra, e che comprende alcuni dei luoghi più belli e selvaggi dell'isola, come il Golfo di Orosei, la Foresta di Montes, le Grotte di Ispinigoli e il Villaggio Nuragico di Tiscali. Il Supramonte è un territorio ricco di fascino e mistero, dove si respira ancora l'antica cultura dei pastori, e dove si possono ammirare le testimonianze di civiltà preistoriche e nuragiche.
La gola si è formata nel corso di milioni di anni grazie all'azione erosiva del Rio Flumineddu, un fiume che nasce sul Monte Corrasi e che scorre sul fondo del canyon, creando delle suggestive cascate e pozze d'acqua. La gola ha una lunghezza di circa 1,5 km e una profondità che raggiunge i 500 metri nelle pareti più alte. La larghezza varia dai 4-5 metri nei punti più stretti ai 40-50 metri in quelli più ampi. Le pareti sono costituite da rocce calcaree ricche di fossili marini, che testimoniano l'origine del Supramonte come fondale marino.
La gola è un vero e proprio paradiso di biodiversità, in quanto ospita numerose specie vegetali e animali endemiche o rare. Tra le piante si possono trovare la fillirea, il tasso, il leccio, il lentisco, il mirto e la rara aquilegia di Gorropu, una pianta esclusiva del canyon che è a rischio di estinzione. Tra gli animali si possono avvistare il muflone, la volpe, la martora, il cinghiale, la lepre sarda, l'aquila reale, il falco pellegrino, la biscia dal collare e due anfibi unici al mondo: l'euprotto sardo e il geotritone del Supramonte.
Il nome "Gorropu" ha delle origini interessanti radicate nella lingua sarda. Una delle interpretazioni più diffuse collega il nome alla parola sarda "gorroppus", che si riferisce a una grande apertura o gola. Esiste anche un'interpretazione che collega il nome alla parola "gorroppu", che in alcuni dialetti sardi indica specificamente un luogo profondo e stretto tra le rocce. Questa etimologia sarebbe particolarmente appropriata, considerando che il Canyon di Gorropu raggiunge profondità fino a 500 metri con pareti che in alcuni punti distano tra loro solo pochi metri. Alcuni studiosi locali suggeriscono invece un collegamento con il termine "gorru", che in sardo indica un tipo di recipiente incavato, facendo riferimento alla forma concava del canyon vista dall'alto.
Una delle leggende più note riguarda l'origine stessa del nome "Gorropu". Come accennato sembra che derivi da "gorroppus", che in lingua sarda significa "grande gola". Secondo la tradizione popolare, questa gola sarebbe stata creata da un gigante che, con un potente colpo di spada, avrebbe diviso la montagna in due parti. Un'altra storia interessante è legata agli spiriti delle montagne, i "folletti del Supramonte". Secondo gli anziani della zona, questi esseri magici abiterebbero nelle grotte del canyon e sarebbero i custodi dei suoi tesori nascosti. Si dice che nelle notti di luna piena si possano sentire le loro voci echeggiare tra le pareti rocciose. C'è anche una leggenda che parla di un pastore che, inseguito dai banditi, si sarebbe nascosto in una delle tante grotte del canyon. Secondo il racconto, avrebbe scoperto un passaggio segreto che lo condusse in salvo, ma non rivelò mai a nessuno la sua ubicazione.
Visitare la Gola è un'esperienza che lascia a bocca aperta ma è sempre meglio farsi accompagnare da una guida professionista esperta del luogo; ci sono diversi percorsi possibili, a seconda del grado di difficoltà e della durata che si vuole affrontare. Il percorso più panoramico ma anche il più difficile, è quello che parte dal Passo Ghenna Silana (km 183 della SS 125), dove si può parcheggiare l'auto e seguire il sentiero segnalato che scende verso la gola. Il percorso è lungo circa 4 km e ha un dislivello di circa 650 metri. Si attraversano dei bellissimi panorami sul Supramonte, fino ad arrivare all'ingresso della gola. Per il ritorno si può fare lo stesso percorso a ritroso in salita oppure usufruire di un servizio di trasferimento in fuoristrada che riporta al Passo Ghenna Silana.
Il percorso più lungo ma anche più avventuroso anche se il più semplice è quello che parte dalla Valle di Oddoene (km 160 della SS 125), dove si può lasciare l'auto presso il parcheggio Sa Barva presso il ponte di Abba Arva. Da qui si segue il sentiero che costeggia il Rio Flumineddu per circa 7 km in piano, attraversando dei boschi di querce da sughero e dei prati fioriti. Si arriva poi all’ingresso del Canyon. Per il ritorno si può fare lo stesso percorso oppure prendere un fuoristrada che riporta al Campo Base Gorropu o a Sa Barva.
Entrambi i percorsi richiedono una buona preparazione fisica e attrezzatura adeguata (scarpe da trekking, zaino con acqua e cibo, abbigliamento a strati). Consigliato farsi accompagnare da una guida professionista esperta del luogo. La visita alla gola è a pagamento e comprende l'accesso al canyon e l'utilizzo dei caschetti protettivi.
La visita alla gola è un'esperienza unica ed emozionante, che vi farà scoprire uno dei tesori nascosti della Sardegna. Vi consiglio di dedicarvi almeno una giornata intera per godervi appieno questo luogo magico e selvaggio, dove potrete ammirare le meraviglie della natura e sentire il battito del cuore della Natura.
Per concludere vorrei lasciarvi con una citazione di Claudia Zedda, una scrittrice sarda che ha saputo descrivere con parole poetiche la sua esperienza nella gola:
"Sono rimasta a lungo a guardare il cielo sprofondata nella Gola di Gorropu. La leggenda che racconta di pareti tanto alte da mostrare il cielo notturno anche durante il giorno è appunto solo leggenda, ma mi sono gustata la corsa delle nuvole che andavano da una parete all’altra del canyon mentre nel suo fondo non si muoveva una mosca: solo il cuore della Dea Madre pulsava"
Spero che questo post vi sia stato utile per organizzare la vostra visita alla Gola del Gorropu, cliccate sul pulsante qui sotto per prenotare una giornata con me. Se avete domande o commenti da fare, non esitate a scrivermi.
Buon trekking!